Pian Grande: dieci anni dopo

Ovvero… Quando la somma di tre motivazioni fa la partenza:

  1. Vedere la fioritura della Piana nei giorni considerati migliori;
  2. Ammirare i Laghi di Pilato che quest’anno, dopo otto anni, si sono ricongiunti in forma di occhialone;
  3. Salire al Vettore per allenarsi in vista dell’imminente partenza per il Trentino e i suoi sentieri.

Ciò che non mi aspettavo però era di trovare posto per pernottare, vista l’alta affluenza alla zona in questo periodo particolare. Invece: una telefonata, una mail ed eravamo prenotati a “La Valle delle Aquile“, bellissima struttura in centro a Castelluccio, nata da una brillante idea e dalla trasformazione di una rimessa agricola in uno splendido agriturismo con vista mozzafiato su Pian Perduto. Rodolfo e Noemi ci riservano una deliziosa accoglienza e data la loro simpatia è difficile non perdersi in chiacchiere assortite tra storie e aneddoti del luogo. Grazie di cuore, perché è stato un soggiorno veramente piacevole.

Parlando di fioritura… Un fotografo non è mai soddisfatto degli scatti: potevo trovare una luce migliore; potevo alzarmi prima la mattina; sicuramente c’è una angolazione ed un punto di vista più scenografico; magari qualche giorno dopo o prima i colori erano migliori… Insomma, si va avanti a scuse assortite, pur di asserire che la prossima volta si farà meglio. Intanto io la butto qua; non saranno le foto migliori che si sono viste della fioritura, ma con la Fuji al collo mi sono divertito parecchio a smanettare sulle ghiere, ritrovando un gusto fotografico che un po’ avevo perduto. E forse questa è l’unica cosa che conta veramente.


Castelluccio e il nostro fato amaro

Castelluccio è ferma ad alcuni istanti dopo il tragico sisma del 2016. Gli abitanti non hanno colpe; d’innanzi all’euro, ai trattati europei e ai soldi a strozzo del PNRR, elargiti con condizionalitò e vincoli criminali, si capitola anche se si ha una volontà di ferro e la forza di mille braccia. Fossimo stati negli anni ’80 il paese sarebbe stato ricostruito nel giro di una manciata di mesi, più bello e più resistente di prima. Invece si è riusciti a rimetter su solo una parte delle case, quelle a ridosso della collina, mentre la piazzetta è un po’ stile luna park, con i baretti e i container rimovibili adibiti a punti vendita.

Nonostante questo per me Castelluccio ricopre una parte fondamentale della mia gioventù e dei miei ricordi, ed è sempre bellissimo. La cena alla locanda con veranda e staccionata su Pian Grande, con il Vettore che si riflette sul vetro del bicchiere, tra sfumature e frange rosate del tramonto, non ha prezzo.


castelluccio, Fotografia, Fujifilm, Montagna, Umbria
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