Mancavo da Norcia da quasi quindici anni. Un’eternità. E oggi stavo rastrellando i vecchi archivi fotografici alla ricerca di una cartella che avrebbe dovuto contenere le immagini dell’ultima visita, ma che non trovo. Possibile non abbia scattato foto?
Oggi Norcia vive la sua seconda vita, dopo il terremoto del 2016 che la ha praticamente cancellata. Sono passati veramente molti anni. Troppi. Almeno il cuore di questa perla umbra è stato riportato ai fasti. Di particolare pregio i lavori di ricostruzione del Duomo, che ne hanno restituito forme e colori dalla bellezza inaudita.
Alla mezza di una giornata infrasettimanale di fine giugno la città è immersa nella luce solare e il candore dei suoi marmi restituisce una atmosfera abbacinante. Fa caldo, ma l’assenza di folla e il delicato silenzio, misto ad acciottolio di piatti e televisioni che emanano dalle finestre aperte, rendono la visita estremamente piacevole.
Una robusta pagnottella al ciauscolo, una tonificante birretta e poi via… alla volta di Castelluccio, con il motore che arranca tra tornanti infiniti e pendenze ardite, fino a sfociare negli spazi senza fondo di Pian Grande.





















































