L’ultima volta che percorsi il Viel Dal Pan fu durante la solitaria Alta Via n°2 dell’agosto 2010. Lo si affronta al termine della quarta tappa, con le gambe sgangherate dall’attraversamento del Sella; si parte infatti dal Rifugio Cavazza-Pisciadù, si sale imperterriti sull’altopiano delle Mesules, lo si affronta nella sua immensa interezza, si sfila accanto al Rifugio Boè, per giungere a Forcella Pordoi e scendere a catafascio nella zip del ghiaione. A Passo Pordoi si risale fino a Sass Becé e da Baita Fredarola si parte per lo storico sentiero, uno dei più belli e affollati delle Dolomiti. La sua esposizione verso Marmolada, Gran Vernel, Lago di Fedaia e tutta la Val di Fassa, lo rendono unico, con quei dolci sali-scendi a mezza costa delle Creste del Padon, tra i cespuglioni di erba color smeraldo che ondeggiano al soffio delle termiche.

La tappa dell’Alta Via termina al Lago di Fedaia, presso il Rifugio Marmolada; oggi invece con papà e Marina saliamo con la funivia Col de Rossi da Alba di Canazei e arriviamo fino al Rifugio Viel Dal Pan, una sorta di nido d’aquila arroccato su un piccolo terrazzamento più o meno a metà percorso. La fioritura quest’anno è esplosiva e la nuvolaglia vaporosa con i corvi svolazzanti rendono la giornata meravigliosa.

Le luci restituite dalla pellicola Funicolo Superia Xtra 400 mi ricordano quelle delle estati degli anni ’70. Vengono fuori queste cartoline dal Trentino, tutte da gustare, con gli occhi un po’ sognanti e la mente che si perde, fantasticando tra sublimi orizzonti.

dolomiti, Fotografia, Fujifilm, Marmolada, Viel Dal Pan
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