Per martedì le carte sinottiche promettevano una meteo stabile e soleggiata e quindi decidiamo di salire sulla terrazza delle Dolomiti, da Passo Pordoi al Rifugio Maria. Era un mese che mio padre mi tarallava che voleva salire qui e rimanere del tempo a contemplare il panorama nei minimi particolari, così lo abbiamo accontentato e lui ne è rimasto ben soddisfatto.
Mentre lui assaporava strudel e sorseggiava birrette al Rifugio sulla terrazza, io e Marina ci siamo cimentati in una ripetizione di Piz Boè, alla celebre Capanna Fassa, che con i suoi 3152m s.l.m. domina praticamente il panorama di mezza Italia; con una giornata così poi la vista spazia veramente verso l’infinito.
La salita a Piz Boè è un facile tremila, con alcuni passaggi su corda metallica e scalette di metallo, ma sempre fattibile in buone condizioni meteo. Per questo il sentiero è sempre estremamente frequentato e sovente, come in questo caso, si fa la fila sia per salire che per scendere. Basta prenderla con un po’ di pazienza e di filosofia, tanto il paesaggio che si ammira durante l’ascesa e la blanda euforia di alta quota ripagano quel filo di esasperazione che si ha nell’andare in montagna così.
In vetta… posti in piedi; e per poco manco quelli. 😂 Ogni centimetro quadrato della cima e della capanna erano occupati dalla moltitudine di gitanti.
Fare foto in queste condizioni, senza incorporare nell’inquadratura una ventina di soggetti, è stata impresa eroica, ma ce la si è fatta. Largo alle immagini, allora; parlano molto meglio di me.
































