Oramai mi chiamano pe’ i paesi a fotografare i Palii. E così eccomi ad Orte ad incontrare un po’ di medioevalità, tra vecchie arti, mestieri, archi e frecce. Il paese è in totale fermento, la piazza è gremita fino all’orlo e il tifo si alza ad ogni scoccar di freccia. Avevo percorso alcuni vicoli ad Orte in una gelida giornata di parecchi anni orsono e non me lo ricordavo così bello, forse perché ne avevo vista una parte troppo ristretta. Questa volta la visita è decisamente più approfondita, complice l’occasione di festa; i segni postumi di giornate di libagioni sfrenate si palesano nelle piazzette nascoste, accanto ai panorami a precipizio sul Tevere. Fiori e piantine di ogni genere trasudano dai balconcini e dalle finestre e il borgo è comunque molto curato.
Intanto nella piazza dei giuochi sale la tenzone, le contrade si battono per il premio e gli arcieri sono tesi e concentrati. Non rimane che sorseggiare un mojito (😜) ad un banchetto allestito da un intraprendente bar della piazza centrale. Tutto molto bello, come diceva Pizzul.











































