Penna caotica
cuore a briglia sciolta
e testa ferma su un passaggio
come se tutto si sapesse già.
Qualcosa nato da un embrione
sensuali arabeschi dell’anima
sospesi in una polvere liquida.
Forme mentali sovrapposte
indecisioni ataviche ed estremi impulsi raziocinanti.
In mezzo sempre io
e come sempre motore avanti mezza
in questo mare infinito.

Segnali, indizi, gesti a verbo zero.
Trasmessi. Raccolti.
Invisibili e imponenti
inseriti quasi per gioco in una giornata carica di significati
fino all’estermo ragionamento
o all’estrema follia.

Aver voglia di ridere
in un fiume di lacrime
di lasciarsi trasportare
da questa impetuosa corrente
da brividi al cuore e alla schiena
da eterni dissidi e svolazzanti farfalle
dalla luce pulsante delle lucciole estive
dal sapore del miele
dal vento teso di velluto che dà la pelle d’oca
da un pensiero, un riflesso
dall’inatteso gioco e dalle visioni abbacinanti
che ora mi bloccano in un ridicolo e coinvolgente
rendezvous
in attesa dell’incipit
o dell’uscita
con le mani piene di petali
ed una riga salata sul viso.

g

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