In mezzo scorre il Fiora

Siamo sulla linea di confine della Maremma, dove la Tuscia si estende in pascoli infiniti verde smeraldo che lambiscono i borghi di Farnese, Canino e Ischia di Castro.

Il fondovalle è percorso dallo scorrere sinuoso del Fiora, che ricama le campagne, prima di rendere omaggio alle Terre di Vulci, tra il Castello della Badia, il Lago del Pellicone e gli antichi resti dell’omonima maestosa Città Etrusca. Poco prima di lambire il Castello e passare placido sotto al Ponte del Diavolo, il fiume si è ricavato uno spazioso fondovalle che va a rastremarsi tra forre tufacee, ammantate da fitti boschi. In una di esse, intorno all’anno 1027 d.C. viene scavato l’Eremo di Poggio Conte, una sofisticata opera architettonica rupestre, appartenente al Monastero di San Colombano e quindi, probabilmente, all’ordine Templare. I costruttori hanno forse sfruttato le camere delle tombe a dado di un precedente insediamento etrusco.

Più in fondo, dopo un trekking di circa un’ora dall’Eremo, si apre maestosa la Cascata di Strozzavolpe, che irrompe da una maestosa roccia a scivolo, tra fitta vegetazione e rocce calcareee.

Il luogo è fortemente evocativo; la Natura ti sovrasta in tutte le sue forme: dallo scorrere del Fiora, su un alveo di ciottoli multicolore e diversa origine geologica, alla moltitudine di cascatelle e torrenti che fluiscono nella quasi impenetrabile vegetazione della forra; dalle pareti aggettanti, decorate con ederine verde intenso, all’opera umana perfettamente integrata nell’elemento primordiale.

Era un percorso che volevo fare da tempo; Antonello, Roberta e le ragazze ci hanno accompagnato in questa radiosa giornata di sole di maggio; compagnia perfetta, trekking bellissimo… impreziosito da memorabili scivoloni nel fango. Una giornata da incorniciare.

Azzeccatissima anche la scelta della pellicola fotografica della Fujifilm: la Superia Xtra 400 ha reso i verdi in maniera sublime e ha esaltato le cromie aranciate dei tufi.


Fiora, Fotografia, Fujifilm, Lazio, Poggio Conte, tuscia
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