Lasciato Camponeschi, tentiamo l’assalto ad un’altra delle storiche roccaforti abruzzesi: Bominaco. Le rovine del vecchio insediamento fortificato giacciono appoggiate in alto su crinale che si affaccia sulla piana di Navelli. Facciamo alzare il drone per una ricognizione aerea, mentre la vedetta tattica Renzulli sale nella boscaglia per tentare un attacco alle mura. La fortezza è sotto assedio fotografico e qualche passante ci guarda incuriosito.

Più in basso, a livello umano, due importanti siti: l’Abbazia di Santa Maria Assunta e l’adiacente Oratorio di San Pellegrino, quest’ultimo vera perla artistica; gli affreschi all’interno sono gioia per l’anima, gli occhi ed i sensori delle reflex. Abbiamo la fortuna di trovare entrambi i siti aperti con i custodi che elargiscono le necessarie spiegazioni storiche. Tutto il luogo è permeato dal silenzio ed è protetto e circondato da una profumata abetaia che lo custodisce in una naturale cornice di bellezza.

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