The Post War Dream

Estate 2010. Mattina da canicola. Mi chiama il mio collega fotografo e amico Danilo, per mettermi al corrente della pubblicazione di un suo nuovo articolo fotografico. Con consueta curiosità vado a sbirciare sul suo blog; trovo un racconto dal sapore di altri tempi, intitolato Volavano così, illustrato da molte fotografie. Di quelle foto mi sono innamorato all’istante. I colori, le livree, le linee armoniose ed al contempo aggressive dei velivoli che hanno solcato i cieli della Seconda Guerra Mondiale erano tutte ritratte lì, in armonioso incastro, in perfetta sintonia.

Da allora ho chiesto a Danilo di tornare insieme al Museo Aeronautico di Vigna di Valle, un luogo surreale, adagiato nella quiete delle sponde del Lago di Bracciano. E di tempo da quel momento ne è trascorso un po’; sino ad un mattino di novembre pieno di vento di tramontana e di aria lucida come cristallo, quando insieme siamo rientrati dentro l’hangar-museo.

Gli aerei erano tutti lì, intorpiditi; grandi macchine dormienti dopo i voli estenuanti di settant’anni fa. La totale assenza di altre persone ha fatto il resto. In una dimensione acustica surreale, tra vibrazioni basse da spazio profondo, le fusoliere sembravano astronavi in un film di fantascienza; riflettevano, in un’iride di luce, i bagliori delle lampade che le illuminavano e gli scorci di sole che penetravano nell’enorme parete-finestra affacciata sul lago.

Al rientro mi sono ritrovato con una ingente quantità di scatti e la selezione è stata difficile. La seduzione di quelle linee e quei colori mi ha quasi stordito. Nelle immagini ritrovo il sogno di qualcosa che fu, di un senso che sfugge e di una Storia che appare dimenticata ed abbandonata, nella speranzosa attesa di qualcuno che la riporti alla viva luce.

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