Ombre e luci su Pian Perduto

Castelluccio di Norcia. Sole da marmotte. La piana rimanda bagliori da una strana foschia liquida, contro un vento freddo e liscio. Sono ancora qui, a bere vita, a sconfinare, steso sull’erba in un ibrido fine giugno. Io, Anna, Danilo, Vincenzo. Ci aggiriamo circospetti fra cavalli e ruderi, persi nel giallo fosforescente della fioritura. Ognuno con la sua anamnesi, ognuno torna sui passi, rivede, confronta.

Il paese è sotto assedio; un coacervo di gitanti, motociclisti rombanti e auto impazzite su sterrate e declivi. Un caravanserraglio di clangori, clacson e clamori, che rivela tutta la sua inutilità. Scendiamo a quota periscopio sulla liscia e quieta superficie della piana; luce radente, nuvole,  lanugine e polline in controluce. La giornata sembra fatta apposta per vivere a grana grossa, fra pensieri di velluto. Qualche dura verità, qualche spigolo da smussare, inserito nella cosmogonia degli eventi.
Decisione, scelta, scatto, immagine. Portiamo a casa tutto, su un nastro d’asfalto invitante come morbida schiuma. Le parole scorrono fluide, sintonie in automatico, le vele si gonfiano di vento energico. E’ tutto a posto, stiamo fluttuando, fra figure e pensiero. Intanto non mi do per vinto e torno con una convinzione: chi vorrà… Sarà.

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Nota: le immagini 4494 e 4504 sono state scattate da Vincenzo Sagnotti.
Per un confronto dei nostri racconti si veda www.danilorenzulli.net e www.mediaforme.net

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1 Commento. Nuovo commento

  • STUPENDE…MERAVIGLIOSE… GRAZIE PER I COLORI, IL VENTO, LE NUVOLE, I CAVALLI , LA PACE, LA VOGLIA DI VOLARE….

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