Lo spirito dei faggi: #11 Forca d’Acero

Lasciamo queste terre e queste genti, mentre le nebbie velano e svelano paesi, colline, montagne. Cerchiamo oramai le strade più ardite, le più tortuose; ci infiliamo in anfratti, boschi, spettacolari faggete odorose e umide. Scavalchiamo letteralmente l’Abruzzo e lo lasciamo dietro le spalle come un ricordo solare e spensierato. Abbiamo assaggiato il nostro tempo in giornate lunghe e rilassanti, incontrato luoghi pieni di storia e meravigliose genti. Abbiamo fotografato una Italia nascosta e silenziosa, che naviga e ondeggia, come le immense greggi appenniniche, con le vele un po’ lasche ed un filo di brezza. Un viaggio semplicemente straordinario.
Ore 12.30; nei pressi del Rifugio Duca d’Aosta una poiana plana in volteggio sopra il tetto della macchina e ci osserva, compiendo alcune spirali nelle termiche. Poi si dilegua furtiva. È l’Abruzzo che ci saluta…

 

, ,
Articolo precedente
Storia in bianco nero: #10 Frattura
Articolo successivo
Spingitori di Cavalieri… a San Polo

Post correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserire un indirizzo email valido.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Menu