Leonessa la avevi già assaggiata, ne avevi respirato i profumi di coniglio in salmì e di pecorino che esalano dalle porte socchiuse delle trattorie. Tornarci però ha fatto bene; ha riportato i colori al posto giusto. Bella Leonessa: con quella porta bianca, accecante e maestosa, che quasi intimorisce; con cortiletti interni che si aprono improvvisi quando meno te li aspetti. E la Piazza grande, in odore di Trentino, con quella chiesa a chiudere lo spigolo di fuga, architettonicamente sublime. Belli i suoi vicoli, con i portali antichi e le facciate color pastello; i balconcini stile rococò che affacciano garbati sulle vedute e un clima da viaggiatore solitario rotto solo da qualche vociare di comare e dalle grida delle rondini. Leonessa baluardo e avamposto della stretta Valle a Nord del Terminillo. Per entrare devi attraversarne il profilo e le sue chiese; sei obbligato a guardarla e ti attira e ti affascina, ammaliante e leggera. E allora la scopri, fotografando leggero ogni sua ruga.

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