Il Castello di Camponeschi

Partimmo per questo viaggio il 10 agosto del 2016, una giornata d’estate brillante ed insolitamente fresca. L’idea era quella di replicare il prolifico e riuscitissimo viaggio fotografico dell’anno precedente, sempre in Abruzzo, fatto da me e Vincenzo. Quest’anno con l’aggiunta di Danilo, a completare la sacra triade. Idea peraltro riuscita, in tutti i suoi spazi e tempi.
Non ho memoria dei dettagli, molto tempo è trascorso da quei giorni. Un trasloco, lo stress, un po’ di pigrizia e, in ultimo, la rottura della scheda video del Mac Pro su cui eseguo il fotoritocco, ha allungato a dismisura i tempi. Terminato lo spostamento ed eseguita la riparazione al fine eccomi qui, a raccontare di questi giorni tra spazi infiniti e castelli volanti, trabocchi e mare color tropicale, paesi e abbazie. Questa volta oltre all’assortito corredo fotografico, è venuto con noi anche il drone, tanto per avere un coso in più con cui armeggiare ed un’ulteriore valigiona da portare.
Avevamo scelto come base operativa Navelli, straordinario borgo adagiato su un colle nella omonima piana. Il programma prevedeva una prima tappa a Prata d’Ansidonia, tra le rovine dell’antica città romana di Peltuinum, ma durante il viaggio in macchina raffiniamo il piano di volo, poiché forse eravamo stati un po’ baldanzosi con i tempi.
Dirigiamo pertanto diritti verso Castel Camponeschi, da dove avremmo dovuto proseguire per Bominaco ed infine approdare a Navelli, con annessa sessione fotografica al tramonto.
Ecco il resoconto della prima giornata di viaggio.

 

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